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martedì 1 marzo 2011

Ming


Sei per me  un vaso Ming...rotto.
Ogni tuo singolo frammento giace inerme sul suolo del tuo silenzio, di fronte a me, su quel pavimento che meticolosamente hai costruito giorno dopo giorno, occasione lasciata dopo occasione persa...
Quanto vale, ormai, un Ming rotto? Forse, -mi dico - quanto il sacchetto nero della pattumiera.
Eppure, ogni singolo frammento del tuo viso, richiama alla memoria il dono prezioso che eri...e quel vanto che il mio cuore provava un tempo nel saperti anima amica e fedele, per un istante riappare, facendomi trasalire.
Ma la memoria è spesso menzognera e spietatamente crudele: si diverte a far apparire miele ciò che in realtà non è che fiele.
E così, con la velocità di un'impetuosa folata di vento, il frammento del tuo viso - su cui ora intravedo un ghigno - si riprende beffardamente le sue vere sembianze e nel tuo sguardo tagliente riappare tutta la sua spigolosità.
Anch'io ritorno presente a me stessa e con quella medesima rapidità ed indifferenza con la quale ti ho visto piombare a terra in mille pezzi.

Angelik@mente

giovedì 23 settembre 2010

Tua immagine





Desolazione nostalgia forse più lacerazione 
vuoto della tua assenza impercettibile dolore.
Fiume di rabbia contro il tuo viso
pugni serrati sul tuo petto gelido.
Insostenibile dolorosa realtà
accettazione dell'inevitabile verità.
I tuoi occhi sfumato ricordo
forse un sorriso che già se ne va.
Memoria falsata dal risentimento 
non rende giustizia a quello che fu.
La tua immagine scolpita su lastra di ghiaccio
eterna presenza dentro di me.

Angelik@mente

venerdì 10 settembre 2010

Broken Song



Me ne stavo seduta davanti alla finestra aperta, lo sguardo perso verso un luogo lontano, apparentemente invisibile, eppure così vivo e reale nei miei ricordi.
Il vento soffiava polvere grigia e calda tristezza, ma le mie narici percepivano solo rose e gelsomino...non avrei mai dimenticato quel giardino.
Il mio posto incantato!Così lo chiamavo...
Era la panchina che lo sovrastava dall'alto a renderlo così speciale; lo dominava, ma con una  gentilezza tale, da incantare chiunque desiderasse sedervisi per ammirare l'angolo di Paradiso posto ai suoi piedi. Era peccato avere un angolo di Paradiso ai propri piedi? Probabilmente sì...o almeno, sembrava esserlo per me.
Quel ricordo risaliva a galla prepotentemente ogni volta che la realtà si rendeva insostenibile,come a volerla rendere più dolce, o meno amara...come in quel momento.
Guardavo gli infissi arrugginiti della mia stanza...la mia prigione. Sul comodino, il libro del Cantico spirituale...lo stesso che avevo letto per la prima volta rannicchiata in quel mio posto incantato. Ma oggi l'usignolo era in lutto...nessun cantico d'amore saliva dal suo cuore...solo silenzio. 
Il pensiero di ciò che non sarebbe più stato, che mai sarebbe accaduto per me, contribuiva a scavare un solco più profondo nel mio petto...la voragine dove avrei dovuto per sempre seppellire quell'immagine di me. Come  di mattina quando ti svegli, e del sogno che hai appena lasciato non resta che un ricordo sfocato ed inafferrabile, così la mia mente vanamente s'illudeva di catturare ciò che beffardamente le fuggiva.
Ma mentre lacrime brucianti scendevano copiose sul mio viso, il ricordo del mio Paradiso personale riapparve nella mente...come oasi di pace nel deserto dell'abbandono. Una musica l'accompagnava, ed una frase..."Questa musica è per le donne che hanno negli occhi la memoria del mondo...quelle donne che sembrano qualcuno che non possono essere" .




Angelik@mente
 





Ludovico Einaudi - The solo concert - Auditorium Parco della Musica