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martedì 31 gennaio 2012

Il suono del silenzio


Gli unici occhi belli sono quelli che mi guardano con tenerezza.

...e non sento più il bisogno di parole. 



martedì 1 febbraio 2011

Quando tutto tace





E' quando meno sai di meritare qualcosa di bello che questo inaspettatamente arriva; come preziosissima perla delicatamente scivola tra le tue mani...dall'alto, per andare incomprensibilmente a nascondersi in quella terra arida che è il tuo cuore.
E in quel momento capisci che non sono certo le tue migliori virtù ad aver suscitato quel dono...quanto più le tue miserie e ti accorgi che, proprio in quel momento, nel sentirti amata vieni delicatamente umiliata...ma di quell'umiliazione che sana le ferite, quelle che ti autoinfliggi all'anima con la lama rovente del tuo orgoglio...giorno dopo giorno...in una silente accondiscendenza e penosa clemenza verso le tue ottusità. 
E così, quell'amorosa umiliazione, diventa balsamo profumato e risanante per le tue piaghe.
Il dolore della tua assenza, quella familiare, soffocante nostalgia che toglie il respiro facendo vivere come se si fosse in alta quota, d'improvviso acquista un senso... e così, quella strana fame d'aria svanisce.
Si dissolve così rapidamente, da sembrare non esser mai esistita...e tutto tace.

Quando tutto tace, la tua presenza-assenza rende il momento soprannaturalmente eloquente.
Quando tutto tace, anche il mio lento respiro parla di te...e in quel silenzio ti riconosco...e imparo a conoscere me stessa.
Quando tutto tace, la verità grida...e grida forte dentro di me.
La sua voce è dolce spada che penetra giù, giù, fino alle più recondite profondità del mio essere...ed è allora che, come acqua di fiume cristallina, leviga e smussa con la sua pazienza impetuosa gli angoli più spigolosi dell'anima mia.

Quando tutto tace...è il tuo dono prezioso per me.


Angelik@mente



venerdì 17 dicembre 2010

Le affinità elettive







"...Un cuor che cerca, sente che gli manca qualcosa; ma solo il cuore che ha perduto sente che cosa gli manca. Il desiderio si tramuta in malumore, in impazienza, e l'animo femminile, pur avvezzo all'attesa, vorrebbe uscire dalla propria cerchia, vorrebbe agire, prendere delle iniziative e fare qualcosa per la propria felicità."
"...Balzava nella barca e remava fino in mezzo al lago, poi tirava fuori un libro di viaggi, si lasciava cullare dal moto delle onde, leggeva, si sognava lontana, in luoghi stranieri dove sempre trovava l'amico suo, al cui cuore ella era pur sempre rimasta vicina, com'egli al suo."


dal libro "Le affinità elettive" di Johann Wolfgang Goethe

sabato 18 settembre 2010

Sogno al tramonto di fine estate




MusicPlaylist
Music Playlist at MixPod.com

Succede così. Quando il tuo ricordo d'improvviso mi rapisce e l'immagine del tuo viso delicatamente mi chiude gli occhi dalla realtà, non posso far altro che assecondarla...allora lascio tutto al mondo e silenziosamente, come una farfalla, me ne volo via. Ogni volta è lo stesso posto ad accogliere questi miei momenti di profonda intimità...come un fiore, aprendosi per donare alla farfalla il suo personale, intimo ed unico sapore, così il mare per me...in quei momenti, solo per me.



Ho affondato delicatamente i piedi nella sabbia fresca, incurante che il fondo dei miei jeans fosse già pieno di piccole perle nere. La brezza soffiava impertinente tra i capelli, ma non riusciva a rubare la tua immagine dai miei pensieri...allora mi sono seduta e ho lasciato che il mio sguardo s'immergesse nei colori del tramonto.
Il lento, perpetuo infrangersi delle onde sulla riva, assomigliava ad una cantilena esotica, di una lingua sconosciuta...eppure, in mezzo a quel misterioso canto, ho riconosciuto il tuo nome...Gabriel, Gabriel, Gabriel.

Ammiravo rapita il sinuoso movimento dell'acqua, il suo dare e ricevere perfettamente sincronizzato. Ritmico battito del cuore del mondo, che porta via le più intime e brucianti aridità di chi lo ammira, donando in cambio freschezza salina e guaritrice per le sue ferite.
Non mi sorprende se mi ritrovo a pensarti in tanta bellezza...anche tu sei così. Il donarsi incessante del tuo cuore ha la stessa sinuosità e regolarità delle onde...pur sempre nella sua imperfezione umana. Ma nessuna onda s'infrange ai piedi di chi la calpesta in totale perfezione: a volte è più impetuosa, quasi a voler avvolgere chi passa, altre invece, la sua increspatura è quasi impercettibile tanto è piccola. Eppure è lì...sempre, costantemente presente. E' la sua vocazione.

I colori arancio del cielo creavano la solita familiare e dolce malinconia, che sembrava arrivare puntuale cavalcando un irriverente vento di metà settembre. Eppure l'avvertivo morbido sulla mia pelle, gentile come quella tenera malinconia che s'impadroniva ogni volta del mio essere.
Cosa sei? Cosa sei fratello mio, amico caro e tenero compagno? Che materia sei, se riesci ogni volta a travolgermi con la tua presenza assenza, se sai impadronirti dei miei sentimenti così tacitamente e profondamente? Un dono...certo questo sei per me...null'altro che un dono...


Angelik@mente





mercoledì 8 settembre 2010

When the Love falls









Oggi, mentre le prime gocce di un autunno ormai alle porte, scendevano fresche ad irrigare l'arido terreno, il tuo viso è delicatamente sceso nei miei occhi. Come dolce picchiettio di pioggia fine, i tuoi occhi hanno incontrato di nuovo i miei, lavando via d'un colpo la tristezza e cedendo il posto ad una dolce malinconia...tenera e pudica, come le prime gocce di fine estate.
Non ricordavo così intenso il tuo sguardo. E mentre fuori dalla finestra la pioggia scendeva insistente, i tuoi occhi si sono fatti più penetranti, e il mio cuore per un istante è diventato muto.
Improvvisamente, un vento leggero  ha soffiato sul mio viso profumo di lavanda, ed è lì, che il mio cuore ha smesso di battere. Conservo ancora il piccolo fiore di lavanda che mi hai donato quel giorno nel giardino, mentre passeggiavamo all'ombra dei pini. Mentre ti parlavo, ti sei delicatamente fermato a coglierne uno stelo...prima di porgermelo, l'hai dolcemente annusato, come a voler essere sicuro della sua fragranza per me. Come dimenticare?Da quel giorno, il tuo nome è lavanda. Lavanda e miele.


I miei occhi hanno continuato ad indugiare nei tuoi, senza accennare a ritrarsi, e nel momento in cui la pioggia si è fatta più intensa, la tenerezza del tuo sguardo ha rischiato di farmi morire. Il leggero svolazzare della bianca tenda dietro di me, ha rievocato  il tuo candido abbraccio sulle mie spalle. Eri lì, accanto a me...
Poi, lentamente, la pioggia si è fatta più timida e la tua bianca immagine sembrava seguirla, dissolvendosi dai miei ricordi. 
Silenziosamente, come in punta di piedi, la pioggia ha terminato la sua lenta danza e intorno a me non è rimasta che una brezza delicata, impercettibile. Lavanda e miele.



Angelik@mente


Ludovico Einaudi - The solo concert - Auditorium Parco della Musica